Il vasto gruppo della Cisalfa Run Crew ha raggiunto il proprio traguardo, seguendo gambe, fiato, testa e cuore sui 42 chilometri di Roma: questo è il racconto di alcuni membri della Crew stessa, protagonisti del progetto All 4 One
Se continua ad essere vero il detto secondo cui tutte le strade portano a Roma, è altrettanto vero che una serie di strade individuali possono confluire in un’unica, tanto eterogenea, quanto affine, esperienza comune. All 4 One. Lo suggerisce lo slogan stesso che ha accompagnato la Cisalfa Run Crew sui sampietrini romani. Un percorso cominciato tempo addietro, radicato nei capisaldi gambe-fiato-testa-cuore: paradigmi dell’evoluzione sportiva, certo, ma anche di quella umano, come dimostrato da Lorenzo Lotti, allenatore del gruppo, Sofia Montagna, Giovanni Maione e Lara Alborghetti.
It is no coincidence that, at the end of the 42 kilometres, where the beauty of the Eternal City seemed to radiate through the euphoria of the finish line, the members of the Cisalfa Run Crew, a group of people that has found, and continues to find, in running a powerful companion in both personal and collective growth, revealed emotions far deeper than simple fulfilment. At the end of this shared journey, experienced by Lorenzo, Sofia, Giovanni, Lara, and many other Cisalfa Run Crew teammates alongside them, what remains are memorable times and personal progress, of course, but also the sense of having shaped something far greater. Something born of new awareness, new human connections, newly acquired technical knowledge, and strengthened mental resilience. And, ultimately, new emotions.
Emozioni che riviviamo in uno speciale documentario e attraverso le testimonianze dei componenti della Cisalfa Run Crew sopra menzionati: coloro che abbiamo seguito fin dalla genesi di questo percorso.Â






Lorenzo Lotti | TestaÂ
“Roma è sempre una città stupenda, ed è sempre un’emozione vivere l’evento maratona calato qui. Si respira tanta storia ed è veramente bellissimo correre. Poi, quest’anno, ho avuto la fortuna di correre con Sofia, quindi me la sono goduta ancora di più. Io e Sofia ci siamo conosciuti grazie a Cisalfa un anno e mezzo fa e abbiamo corso quattro maratone insieme. Io come coach, lei come atleta. Questa è la prima che abbiamo corso fianco a fianco: è un’esperienza che ti rafforza, ti fa crescere, ti fa capire tante cose sulla gestione della gara, sulla mente, sulla testa, sul fisico. In questo anno e mezzo si è creato un bellissimo rapporto. Ogni gara è stata un progresso, uno step successivo, a livello di tempo, di condizione, di mentalità e, come ha dimostrato questa maratona, di legame tra noi.
Abbiamo avuto un momento di crisi, direi mentale, al trentaquattresimo. Ci siamo detti che, finché le gambe non facevano male, era tutta una questione di testa. Abbiamo pensato un chilometro alla volta, step by step. Abbiamo superato la crisi e, subito dopo, siamo andati in progressione. Questo è quanto vuol dire la mente, la testa, il cercare di gestire questi momenti. La testa, negli anni, è stata il mio punto debole: ho cominciato a lavorarci, a cercare di arrivare rilassato ai momenti di difficoltà. Noi siamo progettati per correre, il nostro corpo è fatto per resistere, quando ci troviamo in difficoltà è solo una questione di testa.
Ma non è stato solo con Sofia: con l’intera Cisalfa Run Crew ho vissuto un percorso bellissimo, perché è stato un percorso vero. Abbiamo trovato una perfetta armonia generale: ognuno aveva chiaro il proprio obiettivo, ognuno voleva trovare il proprio traguardo, la propria emozione, e raggiungerle. Tutti hanno avuto una gestione perfetta dell’allenamento e della gara. A me piace tantissimo allenare, piace tantissimo condividere. Ed è stato fantastico poter aiutare tre personalità diverse a raggiungere il proprio goal individuale, attraverso lo sforzo e la sintonia collettiva. Come ci diciamo dall’inizio di questo percorso verso Roma, abbiamo lavorare su tutto: gambe, testa, cuore e fiato. Perché, se non fossimo stati pronti, non sarebbe arrivato il divertimento, tantomeno il gusto che sa riservare una maratona unica, come quella che abbiamo corso”






Sofia Montagna | Cuore
“La giornata è stata incredibile, penso sia stata una delle maratone più belle ed emozionanti. Avevo tanta voglia di correre, era l’unico pensiero che avevo: voglia di sentirmi leggera, di ritrovare quel benessere che sto provando in allenamento. Tutti mi chiedevano se fossi carica, io dicevo di sì, ma ero tranquillissima. Avevo fatto il mio, l’avevo fatto bene. Ora si trattava solo di raccogliere tutte le emozioni e sensazioni che avevo seminato con gli allenamenti. È stata una giornata stupenda, emozionantissima, ogni chilometro, un sogno. Davvero, sono arrivata al traguardo che non ci credevo.
Ho cercato di ascoltare il cuore, ritrovare quel benessere, quella passione che mi fa correre ogni giorno: vivere ogni chilometro col cuore e mettere il cuore in ogni chilometro. Volevo godermela tutta per non avere rimorsi una volta arrivata al traguardo. Anche dal punto di vista fisico: il percorso di Roma mi ha aiutato, nei saliscendi mi concentravo sulla discesa, sapevo che i battiti si calmavano e riuscivo a riprendere fiato per continuare. Correre in questa città è magico, per quello che ti circonda: per i monumenti, per l’energia che si respira. Avevo dei ricordi bellissimi e quest’anno l’esperienza è stata addirittura meglio. Eravamo immersi in questo fiume di esseri umani che attraversava tutta la città… Uno spettacolo.
Il progetto All 4 One ha arricchito ancora di più questa maratona: quattro persone, quattro elementi diversi, un percorso comune che ci ha fatto arrivare con tante consapevolezze. Consapevolezze che ci hanno permesso di dare, tutti, il 100%. Durante la gara, ho avuto un momento di crisi. Ho detto a Lorenzo che sentivo un po’ il fiato mancare. Lui mi ha fatto pensare a Lara, al suo coraggio nel vivere l’esperienza maratona, al suo elemento: il fiato. Questa è la cosa bella: sostenerci a vicenda, lasciare qualcosa agli altri, prenderne ispirazione... La maratona è una corsa individuale, però, condividere un percorso e una gara con altre persone che stimi dà un valore diverso a tutto: arricchisce il traguardo, conferisce un’emozione maggiore. Nei ricordi di questa gara ci sono anche i miei compagni di Crew”




Giovanni Maione | Gambe
“La maratona è tutto: strategia, mantenere la calma, essere lucido in un momento in cui pensi di non farcela. Mai come in questa maratona le gambe mi hanno aiutato e supportato. Nei momenti in cui stavo per crollare, ho semplicemente seguito le gambe e mantenuto il ritmo, sono stato fiducioso del fatto che potessi arrivare bene fino alla fine… Infatti, così è stato. Arrivato al traguardo, sono scoppiato a piangere. In un secondo, ho realizzato effettivamente di essere arrivato alla fine. Sono molto orgoglioso di me stesso, non pensavo di arrivare alla fine così… Fiero di me. Poche le volte sono fiero di me stesso, perché cerco sempre di dare di più. La corsa, però, insegna tanto, e in questa maratona ho capito che alla fine l’importante è dare il massimo che hai. Ho dato il mio 100%, che è l’unica cosa che posso controllare, e sono contentissimo così.
È stato un continuo flusso di emozioni che mi hanno attraversato, dal primo chilometro fino all’ultimo. Ogni maratona, non solo per me, rappresenta un viaggio e il viaggio di Roma è stato stupendo, nonostante il percorso fosse veramente complesso: tante curve, tanti sampietrini, salite e discese continue… Dal tredicesimo chilometro circa, i battiti hanno cominciato a salire. Quando i battiti aumentano è difficile farli scendere. Ho cercato, anche attraverso il mio respiro, di non peggiorare la situazione. Ho sofferto parecchio, in particolar modo ho avuto un crollo al trentaquattresimo: stavo dietro ai pacer delle 3 ore e 15 e ho provato a staccarli, ma mi sono reso conto che non ne avevo. Così, ho pensato che fosse inutile staccarmi dal gruppo, mi sono rimesso dietro e sono riuscito a mantenere un passo costante fino alla fine.
Le gambe fanno tanto, ma non bastano da sole. C’è bisogno della testa, del cuore, del fiato. Agli elementi associo anche le persone, i membri della Cisalfa Run Crew: Lorenzo, Sofia e Lara. Prima di questa maratona, abbiamo creato un feeling bellissimo. Ho sentito lavorare in armonia e in sintonia questi elementi su me stesso. Allo stesso modo, mi sono sentito in armonia con le persone. Con la Cisalfa Run Crew ci sono state varie tappe prima di arrivare a Roma e in ogni tappa il nostro legame si è rafforzato. È vero, la maratona la corri da solo, dal primo all’ultimo chilometro, però sapere che c’è qualcun altro che contemporaneamente la sta correndo ti dà tanta forza. L’arrivo, poi, è il momento più bello. Gli altri compagni mi hanno aspettato, mi hanno accolto. È stato veramente bellissimo, un momento veramente impagabile”






Lara Alborghetti | Fiato
“Sento di avere proprio il cuore che esplode di gioia. In ogni passo, durante la maratona, pensavo al percorso fatto e a quello che stavo facendo… E mi sembrava surreale. Esattamente due anni fa ho indossato delle scarpe da running e ho iniziato a correre: mai mi sarei aspettata di arrivare fino qui. In questi 42 chilometri ho vissuto energia pura, tutte energie positive: gratitudine verso me stessa, verso la Cisalfa Run Crew, un senso di soddisfazione nei confronti delle mie capacità, di quello che effettivamente posso riuscire a fare... Ho imparato a credere un pochino più in me stessa, perché non me lo aspettavo.
Il fiato c’era, mi ha accompagnato per tutto il percorso, tutti i 42 chilometri e l’ho sentito molto mio come elemento. Sono riuscita a controllarlo, sono stata molto razionale e sono riuscita ad ascoltarlo, mi ha proprio accompagnata e mi è sembrato di poterlo controllare. Sentivo, o meglio, sapevo che ogni passo era in linea e completamente trasportato dal mio respiro. È stato magico, anche perché mi sono sentita parte di un movimento molto più grande: 36.000 persone pronte a tagliare il traguardo, un obiettivo che accomunava tutti. L’ho sentito molto. Anche questo, l’osservare le persone attorno a me, mi ha dato la forza di arrivare.
Nel percorso verso la maratona non sono stata sola anche perché ho avuto la fortuna di trovare Giorgia, che mi ha accompagnata anche nell’allenamento più importante della preparazione, il famoso lunghissimo. Per 38 chilometri siamo state sincronizzate, precise, metodiche. Questo percorso mi ha regalato dei momenti che mai avrei pensato di vivere. Ho avuto un supporto pieno da parte della mia famiglia: un calore mai provato prima. Mio papà ogni domenica era pronto, con la sua bicicletta, ad accompagnarmi in ogni lungo. In silenzio, dietro di me, pronto a porgermi l’acqua, i miei gel... Non è un ciclista, quindi è stata una scoperta sia da parte mia che da parte sua. Ecco, questo supporto familiare, che mi fa commuovere, l’ho trovato anche nella famiglia della Cisalfa Run Crew”




Le gambe fanno tanto, ma non bastano da sole. C’è bisogno della testa, del cuore, del fiato. Agli elementi associo anche le persone, i membri della Cisalfa Run Crew: Lorenzo, Sofia e Lara. Prima di questa maratona, abbiamo creato un feeling bellissimo. Ho sentito lavorare in armonia e in sintonia questi elementi su me stesso. Allo stesso modo, mi sono sentito in armonia con le persone. Con la Cisalfa Run Crew ci sono state varie tappe prima di arrivare a Roma e in ogni tappa il nostro legame si è rafforzato. È vero, la maratona la corri da solo, dal primo all’ultimo chilometro, però sapere che c’è qualcun altro che contemporaneamente la sta correndo ti dà tanta forza. L’arrivo, poi, è il momento più bello. Gli altri compagni mi hanno aspettato, mi hanno accolto. È stato veramente bellissimo, un momento veramente impagabile”






