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La nuova serie Netflix è un’ode al wrestling indipendente e alle sue irrazionali stelle

Quanti di voi conoscono la violenza glitterata WWE? E quanti di voi hanno assistito alla dinamica ascesa dell’AEW nella catena alimentare del wrestling? Probabilmente tutti voi avete incrociato, anche solo per un momento, una diretta televisiva di queste due potenze dell’entertainment. Ma chi tra voi ha mai assistito ad un pay-per-view della OVW, l’Ohio Valley Wrestling? Probabilmente nessuno. Perché questa lega indipendente è la storica sorella sfortunata delle grandi major del wrestling americano, è il paradiso dei puristi del ring e delle sue regole, tradizioni e leggende, è una fucina di talenti, che ha creato celebrity come John Cena, Randy Orton e Batista, ma è anche un’attività in equilibrio sul precipizio del fallimento.

La risurrezione economica di questa scalcinata, eppure affascinante promotion è al centro della serie ‘Wrestlers’, recentemente uscita su Netflix. L’avvento dei due businessman Matt Jones e Craig Greenberg ci permette di scoprire un universo parallelo, scritto e diretto dalla sola (impressionante) immaginazione dell’ex wrestler professionista Al Snow: un universo dove l’heritage conta più del profitto, dove la credibilità e l’ispirazione snobbano consapevolmente le leggi di mercato, e dove decine di atleti sognano di vivere grazie alla propria arte, collidendo spesso con una durissima realtà fatta di secondi lavori e difficoltà economiche. ‘Wrestlers’ è un’ode al wrestling indipendente e ai suoi eroi: esseri umani pieni di demoni, fratture emotive, contraddizioni familiari e passati controversi, che nell’adrenalina delle tre corde riescono a trovare risposte anche alle più complesse domande esistenziali.

Greg Whitley dirige una serie magica, che ci fa esplorare le tumultuose identità di performer di ogni dove (India compresa), così come la grande bellezza di una disciplina troppo spesso sminuita. Una forma d’arte che richiede tempi e qualità recitative. Un romanzo senza fine che cerca solo e unicamente la reazione dello spettatore e la sua fedeltà. Un teatro del dolore, plasmato da impatti acrobatici e interpretazioni tutt’altro che superficiali. ‘Wrestlers’ è una summa contemporanea di ambizioni, sacrifici, fallimenti e, soprattutto, irrazionale passione. La passione che spinge uomini e donne a sfidare i propri corpi e le proprie menti per vestire temporaneamente i panni di supereroi. Anche davanti a 30 persone. Anche per una manciata di dollari. Ecco perché ‘Wrestlers’ entra di diritto nella nostra Watchlist.

Credits
Netflix

Photo Credits
Gianmarco Pacione