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I dubbi del Dottore

Nel 2021 la vita di Valentino Rossi è destinata a cambiare. Come?

Sono bastati pochi comunicati stampa per cambiare il prossimo futuro di Valentino Rossi. La Yamaha ha deciso, con rispetto, ma ha deciso. Il ‘Dottore’ nel 2021 dovrà farsi da parte. Una scelta razionale, frutto di precisi calcoli che hanno spinto la Casa giapponese a puntare sulle fresche speranze Viñales e Quartararo.

La filosofia seguita dal team del sol levante è chiara, limpida: onore e rispetto ad un mitico interprete, ad un’icona di un intero movimento sportivo, ora, però, si esigono risultati. Per il boxe Yamaha Vale parrebbe non essere un contendente credibile al trono di Marc Marquez, e allora ecco concretizzarsi un addio lampo dal retrogusto mielato.

Sarebbe stato difficile, d’altronde, accantonare Rossi come fosse un pilota comune. Difficile accantonare tutto ciò che ha significato per la Yamaha negli ultimi anni. È stata una decisione dolorosa, ce l’hanno fatto intendere chiaramente. Una decisione forse inaspettata dalla marea gialla e da Rossi stesso, forse no. Una decisione che pone il fenomeno di Tavullia di fronte ad un panorama multiforme.

Continuerà accasandosi nel team fratello ma meno nobile di mamma Yamaha? Sarebbe, forse, la scelta più semplice. Un paracadute, una zattera di salvataggio che lo vedrebbe vivacchiare ancora per qualche tempo, senza alcuna velleità di vittoria, nei circuiti più rinomati del mondo. Un patto di non belligeranza, una stretta di mano poco coraggiosa che regalerebbe più ombre che luci al 46.

Cercherà un’altra sistemazione nel paradiso a motori, al di fuori dell’universo Yamaha, per poter regalare ancora qualche funambolico anno ai tanti adepti? Dove, però? Le serrande abbassate di Ducati, Honda e Suzuki, suggerirebbero potenziali destinazioni in perfetto stile cimitero degli elefanti. E Vale non merita di concludere la propria carriera, anzi, il proprio capolavoro, prendendo secondi su secondi, domenica dopo domenica, cavalcando mezzi non all’altezza di Marquez e soci.

Si concentrerà nella gestione della sua creatura, iniziando a seguire in toto il progetto del proprio team impegnato tra Moto2 e Moto3? Un manager, incravattato e con le cuffie sulle orecchie, settimana dopo settimana. Tanti consigli, poca azione. Sembra una bestemmia il solo pensiero di un quarantenne ‘Dottore’ impegnato a dare consigli senza indossare il casco. Assume i tratti di un mondo distopico, surreale. Forse anche dal suo punto di vista.

Farà il grande passo verso le quattro ruote, ipotesi spesso percorsa tra confessioni alla stampa ed estemporanee partecipazioni a rally/eventi automobilistici? Sarebbe una scelta affascinante, una nuova prova, un nuovo salto nel vuoto che testerebbe il suo smisurato talento e il suo istinto unico per la velocità. Gli anni buoni, però, sembrano passati. Le possibilità, come Valentino stesso ammette, ci sono state. Ora, forse, il treno è passato.

Scorreranno veramente i titoli di coda, con un ritiro dal mondo dei motori e, perché no, l’inizio di un nuovo capitolo davanti alle telecamere? La televisione potrebbe essere l’habitat naturale per la personalità strabordante di Rossi, è una seconda vita che pare essere quasi scontata. Difficile però immaginare un Valentino lontano dall’asfalto, lontano dal quotidiano studio, dall’attivo e partecipato rombo di motori.

Il ‘Dottore’ a quasi 41 anni starà vagliando tutti questi possibili scenari, ne siamo certi.

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