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Electra è più di una bicicletta

Moda, design, una genesi atipica e californiana. Il nuovo brand TREK che vuole unire arte e ciclismo

“Guidare una bicicletta non significa solo pedalare”. In questo claim è racchiuso più di un manifesto programmatico, è racchiusa l’anima di Electra, azienda da poco entrata a far parte del rinomato universo TREK e in piena opera di sbarco nel mercato italiano.

Icon Collection Juventus
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Un’anima che fonda le proprie radici nella California degli anni Novanta, terra di fermento creativo e culturale. Un’anima che, oggi più che mai, vede nella bicicletta urbana un oggetto di design, un’utile opera d’arte da poter maneggiare tutti i giorni.

“Arte, moda, design… Sono tutte branche da cui Electra attinge per perseguire la propria vision: una filosofia che è strettamente connessa all’atipica e affascinante storia di questo brand”, commenta Davide Brambilla, Country Manager TREK/Electra, “Non è un caso che la base creativa di Electra sia ancora stanziata in California, dove tutto iniziò grazie all’intuizione di due giovani tedeschi. Electra è fuori dagli schemi, come i suoi fondatori, e il fatto di essere tuttora legata alla zona costiera americana, a un punto focale del movimento culturale d’oltreoceano, permette all’azienda lo sviluppo di un prodotto diverso da quello canonico, permette di concepire bici e accessori come piccole opere d’arte”

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Se TREK è sinonimo di agonismo e performance portata all’estremo, ideali sublimati nel team internazionale TREK-Segafredo, Electra pare inserirsi in questo panorama ciclistico-aziendale come perfetto contraltare al sudore della gara, come elemento complementare alla sfida quotidiana dell’amatore estremo, come paradigma ideale per chi nella bicicletta ricerca estetica, comfort e distensione.

“Electra è divertimento e spensieratezza, vuole rappresentare la transizione ciclistica-green che sta sempre più soffiando sulle metropoli, e non solo”, continua Davide Brambilla, “Il consumatore finale che immaginiamo è un soggetto attento alla rivoluzione socio-ambientale in atto e, contemporaneamente, è una persona sensibile a design e comodità. Proprio quest’ultimo tema è una colonna portante di Electra: il brevetto legato alla Flat Foot Technology è la vera e propria pietra angolare su cui poggia la nostra volontà di rendere la bici un’esperienza spensierata e positiva. Grazie a questa innovazione tecnologico-strutturale le bici Electra regalano una sensazione di enorme naturalezza della pedalata, una sensazione impossibile da replicare”

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Da replicare è invece l’impegno della sinergia TREK-Electra nel rispettare l’ambiente. Da un lato, difatti, la Corporation con sede a Waterloo, nel Wisconsin, è l’unica protagonista della bike industry a garantire un costante report di sostenibilità relativo all’intera produzione dei propri prodotti; dall’altro la sorella acquisita Electra vanta una lunga militanza nella categoria delle e-bike, ibridi che stanno segnando un nuovo corso globale e che, nel caso dell’azienda di origini californiane, sono acquistabili dal lontano 2013: anno in cui vide la luce la prima ‘Townie Go!’.

“Il concetto di mobilità nelle grandi città va di pari passo con quello di e-bike. A breve la metà del nostro mercato di riferimento avrà a che fare con l’elemento elettrico: questo processo sta sempre più accelerando ed Electra vi s’inserisce a pieno titolo già da un decennio…”

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L’inserimento di Electra nel mercato italiano, invece, si sta delineando in questi mesi, e si sta sviluppando anche all’esterno delle usuali concessionarie TREK: una decisione significativa, un piano d’azione dettato dall’originalità dei prodotti proposti e dalla loro distintiva connotazione artistica.

“Sul territorio italiano è maturata la necessità di affidarsi ad una rete distributiva che si affianchi a quella tradizionale TREK. Le concessionarie che dispongono dei prodotti Electra sono strutture atipiche, predisposte alla delicatezza creativa, sono negozi non convenzionali, legati anche ad ambiti esterni rispetto a quello ciclistico. Questo, si noti bene, non vuol dire che il consumatore Electra sia diametralmente opposto a quello TREK: Electra può benissimo fungere da seconda bicicletta adatta allo scenario urbano. In tante concessionarie TREK-Electra, poi, si è già creato una sorta di curioso paradosso: molti clienti TREK acquistano l’accessoristica Electra. Capita ad esempio con i campanelli, ci sono decine di modelli diversi, sono tutte piccole opere d’arte”

Credits

Electra
IG @electra_bicycle

Testo a cura di Gianmarco Pacione

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