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Atleti da Oscar

I 10 atleti capaci di vincere anche nel mondo del cinema

“Lo sport non costruisce la personalità. La rivela”

Scriveva così il grande Heywood Hale Brown, storico commentatore sportivo del secondo dopoguerra americano. Personalità, quelle di alcuni atleti, che molte volte non si sono limitate alla carriera sportiva, sconfinando in panorami anomali, come quello cinematografico.

In questo weekend dedicato all’annuale appuntamento con gli Academy Awards, abbiamo selezionato 10 atleti che, in maniera naturale e coraggiosa, hanno trovato una seconda casa davanti alle telecamere, tramutandosi in attori.

Iniziamo da una leggenda del cinema italiano, Vittorio Gassman. 12 David di Donatello preceduti da una florida carriera cestistica. Il nativo di Genova s’innamorò in giovane età della pallacanestro e, sfruttando il fisico statuario, arrivò a giocarsi anche le finali scudetto del 1943 vestendo la maglia della Parioli Roma.

Sarcastica la stampa del tempo. Nel report della partita vinta dalla Misericordia Venezia, il corrispondente del Corriere della Sera scrisse: “Vittorio Gassman delude, accecato ormai dalle luci della ribalta”. Una ribalta che l’avrebbe portato per oltre mezzo secolo nelle sale e nei teatri di tutta Italia.

Da cestista a cestista. Se tanto si è parlato e si parla della partecipazione di Michael Jordan a Space Jam (soprattutto in vista del secondo capitolo, in cui a vestire i panni di protagonista sarà LeBron James), un dovuto riconoscimento va riservato a Ray Allen e alla sua interpretazione in “He Got Game”.

Una pellicola incisiva di Spike Lee, in cui viene seguito passo dopo passo l’approccio al mondo collegiale di una giovane stella americana. Tentazioni, sesso, soldi, droga, un difficile rapporto con il padre. Ray Allen, all’epoca 23enne, veste perfettamente i panni di Jesus Shuttlesworth, recitando al fianco di Denzel Washington.

Se Ray Allen dopo l‘apparizione nei cinema ha proseguito la carriera NBA con incredibili risultati, lo stesso non si può dire di Jason Statham.

Il ruvido attore inglese, prima conosciuto per pellicole originali come “Lock & Stock” o “Snatch”, poi per grandi produzioni ammazza botteghini del calibro de “I Mercenari” e “Fast and Furious”, nasce come tuffatore di alto livello. Atleta fisso per più di dieci anni nella rosa della nazionale inglese, arriva anche a partecipare ai Giochi del Commonwealth, salvo poi virare sulla carriera cinematografica.

Da un’inglese all’altro, da un tuffatore a un calciatore. Vinnie Jones è il prototipo di duro, di ‘tough guy’. Un re del cartellino rosso, soprannominato ‘Psycho’. Un centrocampista dal carisma incontenibile, legatosi indissolubilmente al periodo dorato della ‘Crazy Gang’ di Wimbledon, con cui vinse l’FA Cup nel 1988.

Il capitano della nazionale gallese, appena appese le scarpe al chiodo, ha immediatamente cominciato la seconda carriera da attore, portando tutta la sua irruenza estetica nel mondo del cinema: ovviamente interpretando sempre la parte del cattivo dal pugno o dal grilletto facile.

Dal pugno facile è anche Gina Carano, prodigio delle Mixed Martial Arts, per anni stabilmente posizionata nella classifica top ten mondiale pound per pound.

Ad appena 27 anni inizia a recitare, prevalentemente (come prevedibile) in film d’azione, arrivando a collezionare parti rilevanti anche in film come “Fast & Furious 6” e “Deadpool”.

La Carano però non è stata la prima donna a compiere questo grande salto. Molto prima di lei, particolare scalpore destò Esther Williams, sublime nuotatrice e raffinatissima attrice.

La Williams, prima di conquistare Hollywood e i cuori di tutta America, fu ad un passo da partecipare alle Olimpiadi del 1940, venne stoppata solamente dalla Seconda Guerra Mondiale. Con le sue bracciate in California aveva battuto svariati record, soprattutto sui 100 metri.

Il suo feeling con l’acqua le permise di ritagliarsi vari ruoli in mastodontici musical acquatici: pellicole musicali che prevedevano pompose coreografie tra le onde.

Chi invece partecipò con successo alla rassegna olimpica prima di darsi al cinema fu Johnny Weissmuller, iconico Tarzan degli anni ’30. Il ragazzo della giungla, prima di vestire il gonnellino maculato, fu uno dei nuotatori più premiati della storia. 5 ori tra Parigi 1924 e Amsterdam 1928, 67 record mondiali stabiliti in carriera, il primo a scendere sotto il minuto nei 100 stile libero.

Un fenomeno che, con molta autoironia, descriveva così le sue qualità attoriali: “Come può un tizio arrampicarsi sugli alberi, dire “Io Tarzan, tu Jane” e guadagnare milioni? Il pubblico perdona il mio modo di recitare perché sa che sono stato un atleta. Sanno che non sono un impostore”.

Se il volto di Weissmuller verrà per sempre accostato alla saga di Tarzan, lo stesso si può affermare di Carl Weathers riguardo Rocky. Il linebaker degli Oakland Riders venne scelto da Sylvester Stallone per interpretare Apollo Creed nei primi storici capitoli del pugile di Philadelphia.

Restando all’interno del ring, impossibile evitare di menzionare Jake LaMotta, passato alla storia come il “Toro Scatenato” del binomio Scorsese-De Niro.

Dopo aver conquistato il titolo mondiale dei pesi medi conducendo una vita particolarmente movimentata, LaMotta si diede alla recitazione, comparendo in svariati film e dandosi ai palcoscenici dei suoi locali.

Come decimo e ultimo protagonista di questa lista è doveroso inserire Kobe Bryant. Una ferita aperta, difficile da rimarginare, un signore della pallacanestro che, poco tempo prima d’incontrare il proprio tragico destino, è riuscito ad inserire nella sua bacheca anche un premio Oscar.

La sua lettera di addio alla palla a spicchi, difatti, ispirando il cortometraggio animato “Dear Basketball”, è valsa al mito Lakers e all’animatore Glen Kean la statuetta nel marzo 2018. L’ennesimo tassello di una vita senza eguali.

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